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Progetto Extreme Energy Events

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Il progetto EEE   

 

  

 

Il progetto del MIUR “Extreme Energy Events (EEE) – La scienza nella scuola” vuole portare la scienza nelle scuole attraverso la fisica dei raggi cosmici.
L’obiettivo principale del Progetto infatti è quello di capire dove, quando e come nascono i “raggi cosmici” primari (protoni o nuclei), che costituiscono la “cenere” del Big Bang e viaggiano per milioni e milioni di anni a partire dalle zone più remote dello spazio, ben oltre la Luna, il Sole e le Stelle visibili a occhio nudo, e sono connessi ad eventi cosmici di alta energia ((Extreme Energy Events).

Il progetto è stato presentato direttamente presso il CERN di Ginevra dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Letizia Moratti, e dall’ideatore e direttore del progetto, il Prof. Antonino Zichichi il 3 maggio 2004; esso prevede che nel corso dei successivi tre anni scolastici, attraverso una sinergia tra  Scuola, Università ed Enti di ricerca, 21 Scuole del territorio nazionale (Licei ed Istituti Tecnici) vengano dotate di  un  apparato sperimentale dedicato all’osservazione e alla misura dei muoni cosmici,  consistente in un “telescopio” formato da tre piani di rivelatori del tipo Multigap Resistive Plate Chambers, di seguito denominati MRPC.

Il prof. A. Zichichi assieme al ministro L. Moratti e al Direttore del CERN R. Aymar durante la presentazione del progetto EEE.

Caratteristica del Progetto è il coinvolgimento diretto dei giovani in quello che è un reale esperimento di ricerca scientifica. Infatti sono gli stessi alunni a partecipare alla costruzione, installazione e messa in funzione nelle loro Scuole dei rivelatori in grado di osservare i segnali cosmici. Partendo da questi segnali, gli studenti potranno partecipare in prima persona all’elaborazione dei dati fino all’analisi e alla loro interpretazione. Una specifica attività formativa inoltre li mette in grado di seguire le attività con  le necessarie competenze di base di tipo culturale e tecnico.

Il progetto si sviluppa in diverse fasi:

  1. Nella fase iniziale, gli alunni della Scuole in cui saranno montati i telescopi EEE partecipano direttamente alla costruzione dei rivelatori MRPC presso il CERN di Ginevra.  Gli alunni hanno così la possibilità di partecipare a veri e propri stage di training tecnico-scientifico, a diretto contatto con il mondo della Ricerca.
  2. Alla fase di costruzione segue un’attività di testing delle camere, che viene condotta dalle Strutture di Ricerca individuate per ogni sito; nel nostro caso la Struttura di riferimento è costituita dai Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN.
  3.  Una volta eseguiti i controlli necessari per un buon funzionamento dei rivelatori, essi verranno  trasportati nelle Scuole, dove si procederà alla fase di montaggio e messa in funzione dei telescopi EEE. Tale fase sarà  espletata di nuovo grazie all’intervento del personale scientifico e tecnico delle Strutture di Ricerca in collaborazione con gli alunni delle Scuole.
  4. In fase di funzionamento, quando i telescopi EEE saranno in grado di acquisire dati scientifici, sarà compito degli alunni delle Scuole garantire l’operatività costante dei telescopi, ed eseguire una serie di regolari controlli e misure. Il personale delle Strutture di Ricerca garantirà un’assistenza e una vigilanza costante dei telescopi presso le Scuole.
  5. A regime, gli alunni delle Scuole dotate di telescopi EEE saranno resi partecipi dell’analisi dei dati raccolti e dei risultati ottenuti. Saranno anche coinvolti in un’azione più vasta e generale di promozione della Cultura Scientifica. Ciò potrà avvenire tramite strumenti multimediali e tramite ulteriori stage presso le Strutture di Ricerca e presso la Fondazione e Centro di Cultura Scientifica “Ettore Majorana” (FCCSEM) di Erice.

Le varie fasi del progetto sono coordinate dal Centro Studi e Ricerche “Enrico Fermi” di Roma che partecipa, inoltre, al finanziamento del progetto congiuntamente al MIUR e all’INFN.

Una descrizione dettagliata del Progetto e l’aggiornamento delle attività collegate si possono consultare sul sito del Centro Fermi.