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Viaggio della Memoria ad Auschwitz

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La storia dell’Olocausto e delle persecuzioni naziste è parte integrante della storia del nostro Paese, del suo travagliato percorso segnato prima dalla caduta in un regime dittatoriale complice delle politiche di discriminazione e poi da quella rinascita materiale, culturale e spirituale che conobbe alcuni dei passaggi più significativi nella complessa e articolata lotta di liberazione dal nazi-fascismo e nella Costituzione democratica del 1948. Ricordare quegli avvenimenti non è un semplice – seppure basilare – esercizio di ricostruzione storica; significa indagare a fondo alle radici del nostro vivere comune, un modo per interrogare il passato per capire il nostro presente. La storia della Shoah appare ancora oggi, a oltre sessantacinque anni di distanza, uno spartiacque dell’umanità. Fu senza dubbio un passaggio epocale, segnato da un insieme di atrocità e ingiustizie talmente forti da spingerci ancora oggi a voler comprendere la genesi, le modalità e le ragioni profonde di quella tragedia. Alimentare la memoria appare oggi ancora più necessario. Non solo per riconoscere alle vittime e ai sopravvissuti il doveroso tributo, ma anche perché far vivere nella quotidianità la memoria del passato è uno degli strumenti con cui lavorare per una società più unita e solidale, affinché ciò che è stato non si possa più ripetere. Anche per queste ragioni sono oramai diversi anni che le istituzioni regionali e locali organizzano i “Viaggi della memoria” nei luoghi più emblematici o rappresentativi della nostra storia. Nelle immagini sotto le foto del viaggio dei nostri alunni, Daniele De Paolis e Marco Pellegrini, accompagnati dal dirigente scolastico il Preside Carmine GiammariniTre giorni nei luoghi simbolo della Shoah per approfondire tutti gli aspetti legati a questa pagina così drammatica della storia del Novecento. Uno striscione per ricordare la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz. E’ l’iniziativa che è stata messa in atto, martedì 31 marzo, dal governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, e gli studenti partiti per il Viaggio della Memoria organizzato dalla Regione. “Questo è il viaggio del 70esimo anniversario della liberazione del lager- ha spiegato Zingaretti aprendo l’incontro con gli studenti nella Sinagoga “Tempel” del quartiere Kazimierz di Cracovia- e domani, o dentro o fuori il campo di concentramento, vedremo dove sarà possibile farlo, tutti insieme apriremo uno striscione con la scritta ‘Ad Auschwitz 70 anni dopo, liberi dal nazifascis’nuff”. Lo striscione è stato srotolato “anche per dare un segnale” del fatto che “tutti gli orrori che verranno raccontati in questi giorni hanno poi avuto un esito: la loro sconfitta nell’avvento della democrazia, nell’Europa e nel mondo. È un modo non banale di ricordare e di tramandare, guai a monumentalizzare la storia. Auschwitz non è un monumento – ha concluso Zingaretti – ma un luogo vivo dove tramandare la storia, e la foto che faremo domani tenterà di fare questo, con i volti di una nuova generazione che continuerà ricordare”.
Sono 146 gli istituti superiori del Lazio che sono stati coinvolti nel Viaggio della Memoria della Regione, di cui 75 di Roma, 29 della Provincia, 11 di Latina, 7 di Viterbo, 9 di Rieti e 15 di Fosinone), per un totale di circa 440 tra studenti e docenti. “E’ il Viaggio della Memoria più grande che si sia mai fatto ad Auschwitz da quando è iniziata questa straordinaria tradizione” ha sottolineato il governatore Nicola Zingaretti durante l’incontro nella sinagoga Tempel. Che poi ha aggiunto: “Abbiamo pensato di fare il viaggio più grande perchè 70 anni fa, il 27 gennaio del 1945, il campo di concentramento di Auschwitz, fu liberato. Una scelta voluta molto impegnativa ma credo che valesse la pena osare, fare questo azzardo di organizzare, anche solo per tre giorni, il più grande viaggio mai fatto, anche per sottolineare quanto ci teniamo al fatto che nessuno dimentichi”. Inoltre “il numero è cresciuto, perchè sono state tantissime le domande delle scuole ed è difficile dire no, quindi abbiamo aperto il più possibile alla partecipazione di studenti e professori”.
Ad accompagnare gli studenti c’erano anche il vicepresidente della Regione, Massimiliano Smeriglio, i consiglieri regionali Marta Bonafoni, Teresa Petrangolini e Gianluca Perilli, il presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, il delegato alla Memoria e alla storia, Umberto Gentiloni, il direttore scientifico del Museo della Shoah, Marcello Pezzetti, i sopravvissuti Piero Terracina (l’unico della sua famiglia di 8 componenti a fare ritorno da Auschwitz e che negli ultimi decenni è stato uno dei maggiori testimoni), Sami Modiano (scampato per due volte alla morte nelle camere a gas) e le sorelle Tatiana e Andra Bucci (sfuggite agli esperimenti del dottor menghele e quindi alla morte, rispettivamente a 4 e 6 anni, perchè scambiate per gemelle), Marika Venezia (moglie di Shlomo, altro grande testimone morto a ottobre 2012) e a Gadiel Tachè, fratello di Stefano ucciso nell’attentato terroristico alla Sinagoga di Roma del 1982.
Si è chiusa la manifestazione con un dono per tutti i ragazzi che hanno partecipato al Viaggio della Memoria 2015, ai 426 partecipanti è stata donata una maglietta con su scritto ‘Conta su di me’, contro ogni razzis’nuff. Un modo per aiutare i ragazzi a portare avanti ogni giorno l’impegno contro il razzismo e le discriminazioni sentendo l’orgoglio di essere militanti di una battaglia civica e ideale.

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